lunedì sono in Italia,è finita.
è arrivato il momento di salutare la mia bella lisbona,non mi sveglierò più la mattina con la luce calda di questa città,guardando l'oceano dalla finestrella di camera mia,con l'odore del ristorante indiano sotto casa che mi invade la stanza.
le stradine affollate del bairro alto la notte,le interminabili salite e le ripide discese, l'elettrico che non arriva mai con i conducenti che si fermano quando meno te lo aspetti per parlare con i vecchietti per strada.
questo paese dove al bar trovi il panino con la frittata e il riso al latte,il pastel de nata,piccolo concentrato di bontà,e i vecchiotti invece di bere ombrette si bevono la ginjinha,un vino liquoroso al sapore di ciliegia.
questo paese piccolino,fatto di gente semplice e gentile, a metà tra europa e sudamerica,a metà tra il conosciuto e l'esotico,il diverso.
la mia casetta nel pieno del quartiere afro,dove io e i miei coinquilini siamo le uniche persone non di colore,con il senegalese qua sotto che vende telefonini illegalmente.
non so come spiegarvi la mia esperienza qua,posso solo dirvi che sono stata anche troppo bene,si dice che partire è un po' morire e in questo caso è proprio vero.
sono scappata dall'italia e forse un po' qua mi sono ritrovata e ora ho paura di perdermi di nuovo,ma forse è solo tutto troppo rapido per me,tre ore di volo mi separano da venezia,un viaggio troppo breve a conclusione di uno ben più lungo.
non so come sarà tornare, di sicuro ha ragione la chiara quando dice che sembrerà di fare un passo indietro,tutto mi sembrerà fottutamente troppo familiare,troppo conosciuto,troppo ovvio se volete.
non voglio essere tragica,questa fine la vedo più che altro come un punto di partenza per fare altre cose,una spinta a non stare ferma e, comunque sia, a non accontentarmi.
ma mi mancherà un sacco sto posto.
ci vediamo presto verasmini.
un baciotto
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3 commenti:
Live it up great Carlotta! L' Italia è un passo indietro ma c' è Schengen e l' ue e i low cost e migliaia di Lisboa che devi ancora vedere.. Ma soprattutto abbiamo 20 anni ed una memoria labile e dimentichiamo in fretta e sentiamo tutto insieme e non sentiamo niente e sicuramente 6 mesi per un ventenne sono di più che sei mesi per un sessantenne, ma le Lisboa sono comunque migliaia e noi abbiamo intenzione di vederne il più possibile, ed è per questo che alla fine ti dimenticherai tutto in un' unica intensa ricollocante annusata di laguna.
carlo, è per questo che consiglio almeno il treno....per evitare lo shock, e almeno renderti conto della terra che hai attraversato. ma so che non è così facile. e così te ne parti eh? e io che pensavo di sfruttarti più avanti!! d'oh :)
chiara dovresti fare un master in consulenza filosofica
per autocurarmi!
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